(oggi 12 gennaio, sono costretto ad infoltire la polemica con un articolo riportato da un quotidiano italiano con una rivelazione di inaudita gravità che avalla, se ci fosse necessità, i dubbi che riporto nel post, il link si può leggere qui sotto)
http://www.lastampa.it/2016/01/12/italia/cronache/una-ruspa-negli-scavi-archeologici-bufera-in-sardegna-delitto-contro-le-civilt-antiche-ZUDf4BJh1pICT4OmykLYAI/pagina.html
Da diverso tempo, la scienza è in fermento per gli studi e i ritrovamenti compiuti in Sardegna nella zona di Monti Prama (questa è la denominazione esatta del luogo che sta a significare "monte delle palme o della palma". Il sito è tutt'altro che un monte o una collina, si tratta semplicemente di una lieve protuberanza del terreno). Gli accademici escogitano le più cervellotiche spiegazioni per giustificare la presenza in Sardegna di queste statue che si vorrebbero attribuire ad ipotetiche civiltà orientali, scippando l'isola di un posto di primo piano nell'evoluzione della civiltà mediterranea. Dall'inizio, questi ritrovamenti hanno presentato degli aspetti piuttosto curiosi: è poco conosciuta la storia del ritrovamento dei primi giganti già 40 anni fa e finiti negli scantinati del museo di Cagliari, forse dimenticati da tutti, ma senza dubbio occultati anche alle popolazioni locali, finchè qualcuno di larghe vedute, pochi anni fa, ha deciso di riportarli alla luce. Perchè furono nascosti? Già questo quesito impone valutazioni inquietanti. Si vuole nascondere qualcosa per paura della sua divulgazione? Che accadrebbe se queste statue potessero rivoluzionare la storia fin'ora divulgata e catechizzata a milioni di persone del bacino mediterraneo? Il vero problema è rappresentato da questi ritrovamenti che non rientrano fra le esperienze degli scienziati, hanno scoperto qualcosa che suona come anacronistico, non riescono a capire cosa rappresentino i giganti, perchè si presentino così alti e massicci e perchè abbiano delle fattezze significativamente diverse da quelle degli uomini. Si cerca di dare delle risposte a questi quesiti cavalcando le ipotesi più cervellotiche e fantasiose, molto più fantasiose di quella che io reputo molto vicino alla verità, cioè Le statue potrebbero rappresentare GLI DEI scesi dal cielo (come le credenze di innumerevoli popoli antichi sparsi per la Terra) ma gli accademici si rifiutano di considerare possibilità che esulano dal corrente pensiero ufficiale. Essi bollano coloro che azzardano simili ipotesi avvenieristiche come "fantarcheologi"; è un termine usato come dileggio con un malcelato tono dispregiativo. Secondo gli accademici, chi ha l'ardire di divulgare queste idee, lo fa per rivendicare una passata, gloriosa storia sarda creando dati storici inesistenti; trascurano però, di dire che si potrebbe pensare la medesima cosa sulle loro teorie volte a suffragare esattamente il contrario. Gli archeologi rivendicano che si dovrebbe tenere conto del proprio curriculum scientifico prima di aprire la strada a queste teorie "alternative", ma questo è vero solo se la conoscenza si inchina, con modestia, davanti all'incognito senza cercare di piegarlo ai propri voleri per fini che potrebbero essere considerati poco dignitosamente "venali" e il mio pensiero è diretto ai fondi stanziati per le ricerche che essi non vorrebbero finissero in mani "sbagliate".
Divulgare teorie archeologiche errate, sostengono, non è meno grave che divulgare teorie mediche inefficaci e dannose. Quanto esposto è vero ma si parla di "teorie", non di certezze. Cos'è una teoria? Dal dizionario: Formulazione logicamente coerente (in termini di concetti ed enti più o meno astratti) di un insieme di definizioni, principî e leggi generali che consente di descrivere, interpretare, classificare, spiegare, a varî livelli di generalità, aspetti della realtà naturale e sociale, e delle varie forme di attività umana. Quindi si tratta di formulazioni logicamente coerenti non si tratta di certezze, ma allora come giustifichiamo altrettanti stimati scienziati che, con altrettante ragionevoli teorie, ammettono la possibilità di altra vita intelligente nel cosmo? Sono fantascienziati? Sono fantastronomi? Sono millantatori con laurea e "curriculum scientifico? O cos'altro? Scindere i vari campi scientifici, radicandosi in deduzioni relative alla propria branca è fortemente riduttivo, il tutto dovrebbe essere studiato con una visione dell'insieme. Ci troviamo, quindi, nel campo delle ipotesi improvate ma plausibili. Se è vero che nell'universo possano esistere altri esseri intelligenti (TEORIA degli astronomi e degli astrofisici visto che anche loro posseggono dati oggettivi che avallano ciò) è altrettanto possibile che essi abbiano visitato la Terra e contribuito alla sua civilizzazione (TEORIA di coloro chiamati fantarcheologi e non esclusa da chi studia le stelle). Non si comprende per quale oscuro motivo si continui a negare questa possibilità.
Altri
avvenimenti sono suscettibili di dubbi e sospetti, come interpretare le
ripetute interruzioni dei lavori e il silenzio stampa imposto in più
occasioni ai ricercatori impegnati nello scavo di Monti Prama? Cosa si
deve dedurre dalla volontà politica che ha lasciato il sito incustodito
per lungo tempo in balia di vandali e intemperie? Una spiegazione ci
sarebbe: negli ultimi mesi, a smentire le tesi fin qui esposte dalla
scienza ufficiale in anni di "teorie" frutto di vasti "curriculum
scientifici", scaturisce con prepotenza l'ipotesi di una città sepolta,
questa volta suffragata dalla scansione del georadar. Eseguite queste
verifiche, nel sito del Sinis tutto si ferma, qualche volontario
continua le ricerche strumentali senza avere l'autorizzazione a scavare grazie alla buona
volontà, ma la soprintendenza latita e tace.
Una
scoperta epocale, quella di una città del neolitico (l'ultima era della preistoria risalente a circa 12000 anni fa, guarda caso lo stesso periodo in cui viene collocata la nascita della civiltà sumera che ebbe spunto, come dicono i "fantarcheologi" da un popolo venuto dalle stelle) di cui si capisce
l'immensa importanza: una città in un'isola da sempre considerata terra
di conquista fa cadere inesorabilmente tutti gli stereotipi relativi
alla Sardegna e alla civiltà sarda. L'archeologia ufficiale è stata
battuta nelle sue sicurezze e il silenzio sancisce lo sconvolgimento
subito.
I nuragici del neolitico possedevano una città quando
ancora nel mondo forse non ne esistevano oppure se ne potevano contare
pochissime, magari non era la sola presente nell'isola. Le implicazioni di questa scoperta, se il sistema strumentale dovesse trovare riscontro sul territorio, sono enormi: crollerebbe in un attimo tutto il corollario di ipotesi confezionato negli anni, i risultati, gli studi, i libri e la costruzione addomesticata della storia e della preistoria mediterranea. Una pessima figura per gli archeologi. Già da tutti i
megaliti presenti nell'isola si capiva che qualcosa stonasse, opere di
tale ingegno non potevano essere frutto di estemporanei costruttori "fai
da te" ma solo di personale qualificato presente in una società
organizzata dove ognuno avesse dei compiti precisi. Si deduce che
l'insularità sia stata lungi dal rappresentare un'isolamento ma,
invece, l'invidiabile posizione nel mare, abbia fatto della nostra isola
un crocevia dei più disparati traffici e sia stata base di partenza per
la marineria isolana, permettendole di avere una parte predominante fra
quelli che poi sarebbero diventati i popoli del mare.
Una società
strutturata come appena detto, non poteva essere scevra da un sistema
di scrittura e di calcolo, cosa dobbiamo pensare dalla penuria di
documenti ritrovati?
Viene quasi da pensare che siano stati
occultati o magari anche distrutti deliberatamente da chi, con la
mentalità plagiata dai colonizzatori di sempre, non avesse interesse a
rivelarne l'esistenza.
Perchè, quindi, a Monti Prama si è
interrotto l' interesse e gli scavi non proseguono? Una simile scoperta dovrebbe moltiplicare gli sforzi per accedere ai segreti del sottosuolo, portare l'isola alla ribalta del mondo intero, un prestigio inimmaginabile fin'ora per la nostra isola e anche un grande ritorno economico) Perchè allora? Il mondo accademico
ha paura? Gli scieziati di tutto il mondo stanno confezionando una bella
panzana credibile ai più, da rifilarci nel caso che veramente una città
saltasse fuori dal ventre della terra come rivelano gli strumenti?
Finchè si è trattato di alcune statue, giocando sulla datazione, si è
potuto ricorrere, come sempre, ai supersfruttati "fenici" che saltano
fuori ogni volta che si deve spiegare qualcosa di inspiegabile o a
taluni "geni" d'arte orientale, giusto per ribadire che i sardi non sono
mai stati in grado di produrre nulla autonomamente, ieri come oggi. Personalmente avrei anche un altro sospetto, poichè tutti i sardi sono ormai consapevoli del destrino a cui si vuole avviare la nostra isola, fra inceneritori, discariche industriali e depositi di materiale radioattivo, senza trascurare le basi militari. Se venisse alla luce qualcosa di ecclatante su scala mondiale, questi indirizzi di sfruttamento non potrebbero più avere luogo anzi, scatterebbero meccanismi di valorizzazione che consentirebbero alla Sardegna di procedere autonomamente sottraendola alla "benevolenza" pelosa dello stato italiano. Staremo a vedere i risvolti della questione,
il
tempo distribuirà i meriti anche quelli di chi, senza mezzi, ha
formulato teorie con il solo aiuto della ragione, studiando e
verificando in proprio senza clamore mediatico, contro i "soloni"
dell'archeologia ufficiale.

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