Non si può dire che i giganti di Monti Prama non sollecitino la capacità di ragionare per tentare di giungere alla
scoperta della verità. L’umanità conosce molto poco del proprio
passato tuttavia un’eredità ci è stata lasciata, essa comprende quelle
fondamentali nozioni: scrittura, calcolo, tecniche agricole etc., che
hanno permesso alla nostra civiltà di fiorire.
Nel mondo archeologico vi è stato
spesso un ripensamento sulle teorie espresse relative alla realizzazione delle opere del passato, arrivando a scoprire, con
tecniche più moderne, una rivisitazione sulla loro cronologia, spesso si è scoperto che
manufatti famosi appartengano ad epoche ben più lontane di quanto si
supponesse. Prendendo in esame i nostri giganti, si possono rilevare visivamente forti imperfezioni che caratterizzano alcune statue rispetto alle altre e, da chimico, ritengo improbabile che la corrosione degli agenti chimici nel
suolo abbia agito in modo talmente difforme su manufatti ritrovati nello stesso territorio.
In presenza dei capolavori dei
nostri avi, si riscontra in alcune di queste statue, l’assenza della
stessa maniacale perfezione che invece ne caratterizza altre dello stesso sito. Poichè
tutti attingiamo le notizie dalla stampa e dalla scienza ufficiale, le
assumiamo come verità perdendo il senso critico, però il pensiero che le
statue di Monti Prama non siano state scolpite tutte nella stessa epoca e
dalle stesse mani si manifesta con prepotenza, avvalorato dal fatto che la definizione dei
particolari spesso appaia molto differente. Alcune teste, possiedono un volume di materiale ben
maggiore di quello presente nelle teste rifinite, probabilmente l’opera
non fu portata a termine, mentre alcune di quelle in fase terminale si
presentano fortemente butterate e imprecise come se l’autore non
possedesse la strumentazione e la tecnica che servì a produrre le più perfette.
Tenendo presente che il materiale di cui sono costituite è
arenaria, sarebbe anche interessante
sapere se la composizione del minerale sia la medesima per tutte le
statue poichè è risaputo che ne esistano diverse tipologie.
La scienza ha assodato che sul pianeta Terra si verifichino, con ritmo regolare, sconvolgimenti epocali che causino estinzioni di massa, quindi possiamo immaginare che anche nel nostro futuro potrà essere presente un evento catastrofico per cause attualmente non ipotizzabili (disastro ambientale, guerra nucleare, esposizione a raggi gamma provenienti dallo spazio etc.), in questo caso l’umanità ritornerebbe ad una civiltà assimilabile a quella del neolitico. Possiamo immaginare che, quando questi eventi si verificheranno, una statua dei nostri tempi di fattura perfetta (prendiamo ad esempio la statua del "David" di Michelangelo) rinvenuta per caso da un abitante cavernicolo del futuro, possa venire assimilata all’effige di un dio? Senza dubbio si, perchè le culture primitive sono intrise di una forte spiritualità necessaria a spiegare le cose della vita, il tutto infarcito da labili ricordi ed antiche leggende, spesso tramandate a voce. La zona di rinvenimento di questa statua diverrebbe luogo di culto, verrebbe eretto un tempio dedicato al dio rappresentato ed è anche ipotizzabile che si tenterebbe di riprodurre la statua, le copie si dimostrerebbero piuttosto spartane e poco definite ma tutto sommato abbastanza simili. Tornando al quesito originario, osservando attentamente le nostre statue, sembrerebbe errato anche l’accoppiamento fra i busti e le teste con cui i restauratori archeologi hanno ricostruito le statue, cioè a teste ben rifinite si sono accoppiati busti inadeguati, sembrerebbe quasi che lo si sia fatto di proposito per fornire l'impressione che tutti i manufatti appartengano alla stessa epoca. Ma chi ha stabilito che sia andata così? Se questi ritrovamenti andassero ben oltre il semplice dissotterramento svelando qualcosa di sconvolgente? Altrimenti perchè gli accademici avrebbero commesso un errore così pacchiano? Per rendersi conto degli accoppiamenti poco logici, bisogna andare a vedere di persona (quanto detto si riscontra facilmente anche nelle foto in alto, realizzate al museo di Cabras: alla testa della prima foto, sarebbe stato più logico accoppiare il busto della seconda e viceversa). Quanto fin qui esposto è frutto di semplici osservazioni e deduzioni logiche del tutto personali, ma andiamo avanti. La difformità degli accopiamenti salta subito agli occhi, nel busto della seconda foto è evidente una rigorosa finitura liscia, appare un pettorale squadrato e diverse "scaglie" della copertura o armatura che si coniugano meglio con la testa più rifinita. Ma perchè commettere un errore così grossolano? Non si può certo addebitare allo scarso incastro fra i due pezzi perchè è evidente che anche nel primo busto si è ricorso ad un'abbondante quantità di malta per l'assemblaggio. E allora perchè?
La scienza ha assodato che sul pianeta Terra si verifichino, con ritmo regolare, sconvolgimenti epocali che causino estinzioni di massa, quindi possiamo immaginare che anche nel nostro futuro potrà essere presente un evento catastrofico per cause attualmente non ipotizzabili (disastro ambientale, guerra nucleare, esposizione a raggi gamma provenienti dallo spazio etc.), in questo caso l’umanità ritornerebbe ad una civiltà assimilabile a quella del neolitico. Possiamo immaginare che, quando questi eventi si verificheranno, una statua dei nostri tempi di fattura perfetta (prendiamo ad esempio la statua del "David" di Michelangelo) rinvenuta per caso da un abitante cavernicolo del futuro, possa venire assimilata all’effige di un dio? Senza dubbio si, perchè le culture primitive sono intrise di una forte spiritualità necessaria a spiegare le cose della vita, il tutto infarcito da labili ricordi ed antiche leggende, spesso tramandate a voce. La zona di rinvenimento di questa statua diverrebbe luogo di culto, verrebbe eretto un tempio dedicato al dio rappresentato ed è anche ipotizzabile che si tenterebbe di riprodurre la statua, le copie si dimostrerebbero piuttosto spartane e poco definite ma tutto sommato abbastanza simili. Tornando al quesito originario, osservando attentamente le nostre statue, sembrerebbe errato anche l’accoppiamento fra i busti e le teste con cui i restauratori archeologi hanno ricostruito le statue, cioè a teste ben rifinite si sono accoppiati busti inadeguati, sembrerebbe quasi che lo si sia fatto di proposito per fornire l'impressione che tutti i manufatti appartengano alla stessa epoca. Ma chi ha stabilito che sia andata così? Se questi ritrovamenti andassero ben oltre il semplice dissotterramento svelando qualcosa di sconvolgente? Altrimenti perchè gli accademici avrebbero commesso un errore così pacchiano? Per rendersi conto degli accoppiamenti poco logici, bisogna andare a vedere di persona (quanto detto si riscontra facilmente anche nelle foto in alto, realizzate al museo di Cabras: alla testa della prima foto, sarebbe stato più logico accoppiare il busto della seconda e viceversa). Quanto fin qui esposto è frutto di semplici osservazioni e deduzioni logiche del tutto personali, ma andiamo avanti. La difformità degli accopiamenti salta subito agli occhi, nel busto della seconda foto è evidente una rigorosa finitura liscia, appare un pettorale squadrato e diverse "scaglie" della copertura o armatura che si coniugano meglio con la testa più rifinita. Ma perchè commettere un errore così grossolano? Non si può certo addebitare allo scarso incastro fra i due pezzi perchè è evidente che anche nel primo busto si è ricorso ad un'abbondante quantità di malta per l'assemblaggio. E allora perchè?
Ipotizziamo che negli
anni '70, al momento della loro scoperta, si fosse appurato che le
statue appartengano ad epoche diverse (
è assodato, in ogni caso, che tutte siano antecedenti alla cultura
artistica greca che fin’ora aveva il primato temporale nella
realizzazione di questo tipo di opere) e più precisamente si fosse
scoperto che quelle più definite siano molto più antiche e le altre
tentativi di copia sucessivi sagomati da una civiltà ripiombata, probabilmente, all’età
della pietra o comunque priva delle tecniche necessarie, sarebbe scaturito un inquietante enigma per gli
scienziati. Il problema per l’archeologia ufficiale non è di poco
conto, infatti
ammettendo quanto ipotizzato sarebbe venuto a sgretolarsi il castello di
eventi messi in piedi per ricostruire l’evoluzione umana.
Ipotizzare quanto sopra,
significherebbe ammettere che prima della nostra civiltà ne sia esistita un
altra, magari proveniente dalle stelle ma anche no, estintasi per
qualche oscuro motivo.


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