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sabato 19 settembre 2015

La simbologia degli antichi: i cerchi concentrici




L’archeologia e la storia delle civiltà antiche non possono venire considerate scienze esatte: spesso, mancano i rilievi oggettivi che conferiscano una certa logicità alle  teorie espresse.   Poichè la molteplicità dei pensieri può essere solamente un fatto positivo, se visto con l’ottica della ricerca e comprensione di quesiti su cui le soluzioni formulate appaiono spesso cervellotiche, proverò ad esporre un ulteriore deduzione di estrema semplicità, che si riallaccia ad un ragionamento che ha nella logica il proprio fondamento. Immagini raffiguranti cerchi concentrici spiccano, prepotentemente, in tutti i luoghi del mondo che hanno visto il sorgere e lo svilupparsi di comunità umane vissute in epoche molto lontane. Queste raffigurazioni si trovano in svariate parti del pianeta Terra, prescindendo dalla latitudine e dalla longitudine, spesso in territori che stanno agli antipodi fra loro e che, presumibilmente, mai hanno avuto dei contatti. Anche in Sardegna la diffusione di questa simbologia si riscontra un po' dappertutto, in siti che sembrerebbero adibiti a diverse attività senza alcuna attinenza fra di loro.  Tali immagini, più o meno stilizzate ed elaborate, si riscontrano anche in una moltitudine di vasellame nonchè in oggettistica destinata ai più svariati usi, tutto riscontrabile nei musei del mondo. Dato per scontato che popolazioni così lontane mai avrebbero potuto avere contatti  fra loro, si pone il problema dell'elemento comune che abbia permesso la nascita della stessa simbologia, un elemento naturale presente in ogni luogo. Tutto ciò può essere spiegato prendendo spunto dall'estrema religiosità dei nostri avi, elemento indispensabile per spiegare i misteri del creato. La notevole diffusione di questi segni potrebbe essere giustificata con un simbolismo religioso. Se prendiamo per vero questo assioma tutt'altro che campato per aria, si presenta un altro dilemma: è necessario trovare il comune denominatore di quelle antiche popolazioni, un qualcosa che sia presente in ogni parte del mondo, che si possa riallacciare alla religione e che portasse tutte le genti di allora alle stesse conclusioni logiche. Un problema non da poco su cui si sono scritti interminabili testi che hanno dato luogo ad altrettante interminabili diatribe.  L’unica cultura comune che gli antichi abitanti agli antipodi del mondo possedessero, pur senza incontrarsi mai, era lo studio  e la conoscenza della volta celeste (questo è assodato anche dall'archeologia): il luogo da cui, tutte le popolazioni non progredite riconoscono, ancora oggi, come luogo di provenienza degli dei. Era una credenza comune sopratutto nel mondo di allora, una verità innegabile. Questa simbologia dei cerchi concentrici potrebbe manifestare la rappresentazione di un simbolo religioso dedicato alle stelle.  Ma in che modo, i nostri avi, accomunarono gli dei alle stelle e ai cerchi concentrici? Per comprendere questa intuizione bisogna partire da lontano, per la precisione dalla stella polare, quella che nell’antichità ha guidato audaci marinai verso terre lontane.  Sappiamo che gli antichi osservavano e studiavano le stelle, costituiscono una prova gli allineamenti astrali di tanti megaliti. Si può ipotizzare che la scoperta della stella polare (nell’emisfero australe, l’omologa della stella polare è la “croce del sud" che indica il sud appunto) sia avvenuta con l’attenta osservazione del cielo e con la constatazione  che essa fosse l’unica stella immobile nella volta celeste. Questa unicità deve essere apparsa talmente singolare agli antichi, da attribuirle un significato particolare nel creato; poi, scoprirono che tutte le altre stelle le giravano intorno e interpretarono la cosa come un segno degli dei, un segno che mettesse in evidenza questa stella che permetteva ai popoli di orientarsi e impediva ai naviganti di perdersi per mare. Come il sole e la luna, la stella polare assunse un significato importante e soprannaturale dettato dalla sua unicità. La stella polare è posizionata lungo il prolungamento dell’asse terrestre per cui appare sempre immobile nonostante la rotazione del pianeta, mentre tutte le altre stelle si muovono attorno ad essa (in realtà, le stelle non si muovono ma è la rotazione della Terra che ne simula il movimento). Chiunque, posto sulla Terra,  guardasse il cielo dall’emisfero sud o nord e seguisse il moto di qualsiasi stella, vedrebbe realizzarsi lo scenario che appare nella foto: una moltitudine di cerchi concentrici. Seguendo il moto di una stella qualsiasi si nota subito il suo percorso circolare intorno alla stella polare.   L’immagine  (dell'osservatorio astronomico di Lanusei) rappresenta ciò  che riporta un moderno apparecchio fotografico puntato verso il cielo notturno con una posa lunga (uno strumento messo a disposizione dall'attuale tecnologia che, ovviamente, gli antichi non possedevano e che ci facilita un compito assolvibile anche con la sola osservazione prolungata). Notare la traiettoria circolare delle stelle, è molto semplice anche ad un attento   osservatore senza particolari strumenti . Le immagini a cerchi concentrici diffuse per il mondo potrebbero interpretare  il desiderio di vedere rappresentata la sacralità della volta stellata, luogo di provenienza degli Dei.  Il misticismo degli esseri umani necessita, da sempre, di simboli religiosi a cui rivolgersi, in quale altro modo i nostri avi avrebbero potuto rappresentare le stelle, la sacra casa degli Dei, con una figura semplice alla portata anche dei disegnatori più inesperti ? Come la croce cristiana, per esempio, la mezzaluna islamica o la stella a sei punte ebraica)

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