Il
nuraghe di Santu Antine, protagonista del primo romanzo , possiede delle peculiarità che lo rendono unico fra i nuraghi conosciuti.. Esiste un motivo per cui è stata effettuata
questa scelta: esso non è il più esteso ma indubbiamente il più alto fra
i megaliti delle terre mediterranee. Ciò che lascia stupiti
nell’osservarlo è la sinuosità della sua figura, la cura con cui sono
stati addolciti gli spigoli che formano i vertici del triangolo (infatti
è un trilobato). Si trova in una zona chiamata “la valle dei
nuraghi” e nel raggio di tre chilometri si possono contare almeno altri
10 nuraghi visibili, ignorando quanti ancora possano esservi, ricoperti
dalla terra depositatasi nei millenni. Questa concentrazione di
megaliti, da sola, basta a sfatare la teoria che i nuraghi fossero torri
di avvistamento, infatti non ha senso costruirne tanti a distanza così ravvicinata. Richiamando alla mente l’eleganza di questa
costruzione, viene difficile comprendere come l’autore possa essere
stato un popolo che, ancora oggi, si ritiene “illetterato”, privo di un qualsiasi sistema di scrittura. Tanta maestria richiede
dei veri esperti in architettura, impossibile costruirlo sull’immagine
mentale di un ipotetico progettista. Ideare e realizzare un intreccio di
vani e corridoi che richiamano un labirinto, è opera fattibile
esclusivamente tenendo in mano un progetto. Ciò che mi ha maggiormente
convinto nello scegliere questo gigante di pietra è il suo stupefacente e
misterioso magnetismo, dalla costruzione basaltica scaturisce una forza magnetica
capace di far deviare l’ego della bussola anche di 20 gradi: davvero
tanto. Il Santu Antine risulta essere, in contrapposizione alla sua
complessità interna, il nuraghe composto dal minor numero di massi che gli
conferiscono anche una certa sinuosità ed eleganza, esso possiede anche il
cortile nuragico più spazioso fra quelli esistenti. L’archeologia ufficiale ci dice che molti nuraghi siano stati
costruiti dopo avere realizzato almeno un modellino in legno o creta.
Modellini di nuraghe sono stati ritrovati in varie parti dell’isola, Ma
nessuno può garantirci che tali modellini non siano stati costruiti DOPO
avere edificato i nuraghi e adoperati dagli antichi come oggetti da
venerare perchè rappresentanti le case degli dei.
Notizie, avvenimenti, curiosità archeologiche, scientifiche e non, che riguardano la Sardegna ma anche tutto il mondo.
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domenica 13 settembre 2015
IL NURAGHE DI SANTU ANTINE: SINUOSO ED ELEGANTE
Sandro Atzeni, cagliaritano D.O.C. si è diplomato in chimica industriale, ha sucessivamente terminato gli studi con la specializzazione nel trattamento e potabilizzazione delle acque acquisendo in seguito il titolo di "capo impianto". Ritenendo il lavoro nel settore chimico professionalmente valido ma poco appagante sotto il profilo della libertà creativa, ha deciso di seguire l'innata passione per la fotografia e le arti visive. Dopo avere stretto accordi di collaborazione tecnica con aziende produttrici in campo internazionale, la fotografia professionale è divenuta lavoro a tempo pieno.
Sandro ha percorso per lavoro tutta la Sardegna e per hobby ne ha catturato, fotografandoli, gli angoli più reconditi e suggestivi.
Convinto che la Sardegna debba ambire, prevalentamente, ad uno sviluppo turistico, constatato che le sole fotografie non siano sufficienti ad esternare completamente le emozioni che l'isola riesce a suscitare, ha deciso di colmare questa lacuna tramite la forza della parole, scrivendo romanzi e racconti che avessero come unica protagonista la Sardegna e le sue peculiarità.
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